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Vangelo e commento della domenica

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

Lc 24,35-48

Accogliamo lo Spirito Santo con Maria
 
Durante il tempo pasquale la Chiesa invoca Maria Ss.ma con la lode del Regina Coeli (regina del cielo). È una invocazione con la quale la Chiesa invita Maria a rallegrarsi perché il Figlio che ha portato nel grembo è risorto come aveva detto e, quindi, ora lei può pregare per noi perché possiamo raggiungere la gioia piena, come per lei, attraverso la resurrezione del Signore Gesù. 
Lei per prima avrà goduto della gioia della Pasqua, lei per prima ha partecipato in corpo e anima alla resurrezione del suo Figlio (assunzione in cielo) e  tramite lei anche noi possiamo partecipare, qui ed ora, alla gioia del paradiso.
Per aiutarci in questo cammino le nostre comunità propongono la preghiera del Rosario nei cortili a partire dal prossimo 2 maggio, dal lunedì al venerdì. Vi invito a sensibilizzare i vostri condomini affinché si propongano come una delle tappe di questo percorso di preghiera e devozione mariana. Vi invito a comunicare l'indirizzo del cortile e il giorno prescelto, quanto prima, alla segreteria parrocchiale. 
Al termine della preghiera il sacerdote benedirà gli abitanti del condominio e le famiglie che lo desiderano.
Maria Ss.ma ci accompagni a riconoscere i segni della presenza del suo Figlio risorto presente tra noi e ad essere portatori e testimoni della sua gioia.
 
 don Mauro
 

FEDE NEL RISORTO

In queste Domeniche del Tempo di Pasqua, i vangeli ci riportano
alcune apparizioni di Gesù risorto. Esse hanno lo scopo di farci
rivivere la gioia per la risurrezione di Gesù; di condurci a
riconsiderare la loro importanza (insieme al ritrovamento del
sepolcro vuoto), in funzione della nostra fede nella risurrezione di
Gesù e quindi della verità di tutto ciò che riguarda Lui.
Nel vangelo di oggi (Gv 20,19-31) ci vengono riportate due di quelle
apparizioni agli apostoli: la prima alla sera del “primo giorno della
settimana” e del giorno del ritrovamento del sepolcro vuoto di Gesù
da parte delle donne, e la seconda “otto giorni dopo”. E’ molto utile
evidenziare alcuni particolari di queste apparizioni, che
costituiscono anche “motivi di credibilità” degli apostoli, quando ci
raccontano queste apparizioni avute.
Notiamo subito che è Gesù che prende l’iniziativa di apparire: non
sono gli apostoli che vanno a ricercarlo, come avviene per il
sepolcro. Questo fatto ci evidenzia che le apparizioni non sono
attese od immaginate dagli apostoli: li sorprendono, li meravigliano
e suscitano in loro un forte dubbio sulla reale presenza di Gesù di
fronte a loro. Essi, che pure erano vissuti per diverso tempo
accanto a Gesù, hanno difficoltà nel riconoscerlo e quindi
nell’ammettere che fosse veramente Lui di fronte a loro e vogliono
accertarsi e constatare in qualche modo: Gesù “mostrò loro le mani
e il fianco” (v.20); Tommaso vuole toccarlo nelle ferite; in altri
momenti tutti credono che sia un “fantasma” e Gesù sente il
bisogno di mangiare “davanti” a loro (cfr. Lc 24,43). Solo in un
secondo momento “gioiscono” e poi credono di essere di fronte al
loro “Signore e Dio”.
Gesù poi appare e scompare improvvisamente e, come si dice in
questo brano di vangelo, “a porte chiuse” nella stanza dove erano
nascosti gli apostoli “per timore dei Giudei” (v.19). Questo modo di

rendersi presente, superando ogni condizionamento di spazio e
tempo, diventa segno della nuova situazione gloriosa di Gesù, che
si poteva accettare solo per fede. In genere poi, quando Gesù
appare, affida una “missione”: andare ad annunciarlo ai discepoli,
come afferma alle donne (cfr. Mt 28,10; Gv 20,17); andare a
predicare, essere suoi testimoni, facendo dei discepoli (cfr. Mt
28,19; Lc 24,48; Atti, 1,8). Gli apostoli poi, pur essendo stati sempre
in Palestina, vanno effettivamente a predicare anche fuori,
affrontando persecuzioni e morte: se non ci fosse stato il fatto reale
e del tutto straordinario della risurrezione di Gesù, non avrebbero
certo avuto questi comportamenti! Nel brano del vangelo di oggi,
Gesù, “soffiando” sugli apostoli dona loro lo Spirito e li manda,
conferendo loro la capacità di perdonare i peccati a nome suo ai
peccatori pentiti. L’ultimo particolare da sottolineare in tale brano
evangelico, è l’accettazione, da parte di Gesù, della professione di
fede di Tommaso e la dichiarazione di “beati” per coloro che, pur
non avendo visto direttamente Lui, hanno creduto (cfr. v.29); ed
infine la conclusione del brano circa lo scopo di tutto il racconto su
Gesù: “perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e
perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome” (v.31).
Ora, questa fede va sostenuta, vissuta ed annunciata. Va sostenuta
con l’Eucaristia, particolarmente nel “primo giorno della settimana”,
la Domenica (Pasqua settimanale), come facevano già i primi
cristiani, che, pur essendo ebrei, avevano lasciato, con grande
coraggio e con chiaro significato, il giorno festivo del Sabato per
celebrare il fatto determinante della Risurrezione di Gesù: “Il primo
giorno della settimana ci eravamo riuniti a spezzare il pane” (Atti
20,7); “Ogni primo giorno della settimana ciascuno di voi metta da
parte ciò che è riuscito a risparmiare” (1Cor 16,2). La fede va poi
vissuta nella carità, proprio ancora come i primi cristiani, che
“formavano un cuor solo ed un’anima sola” (Atti 4,32); anzi, alla
Domenica, va realizzata con “particolari” atti di carità, che ci
allenino a vivere sempre più in essa. Quella fede, infine, va
annunciata con gioia, come gli apostoli: “Abbiamo visto il Signore!”
(v.25); o come Tommaso: “Mio Signore e mio Dio” (v.28).

don Elio