Privacy Policy
Pages Menu
Facebook
Categories Menu

Vangelo e commento della domenica

Dal Vangelo secondo Giovanni

IIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. 
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
Gv 15,9-17

Maggio: mese mariano dedicato alla famiglia 
 
Il mese di maggio, che da pochi giorni abbiamo iniziato, è dedicato alla devozione verso Maria Ss.ma invocata come Aiuto dei Cristiani, soprattutto in Torino. La Chiesa ci invita a pregare con la recita della croma del Rosario nei cortili, coinvolgendo più  famiglie, per crescere nel senso di appartenenza ad una comunità cristiana e per avvicinare al Signore coloro che sono più restii a partecipare alle liturgie in Chiesa. Papa Francesco ci invita ad avere come intenzione particolare quella della pace, che solo il Signore può dare in famiglia e nel mondo. Maria Ss.ma è regina della famiglia, alla sua scuola impariamo a rendere le nostre famiglie sempre più unite e più sante perché abitate dal Signore.  Vi do alcuni suggerimenti.
In questa domenica alle 17,30 il pellegrinaggio al Sacro Cuore di Maria e la benedizione dei bambini e delle mamme in attesa; sabato 12 allle 22 l'adorazione eucaristica per le famiglie; domenica 13 la possibilità per tutte le famiglie di vivere una giornata di condivisione e di spiritualità a Pinerolo Monte Oliveto insieme ai novizi salesiani; giovedì 24 maggio alle 19,30 la partecipazione alla processione di Maria Ausiliatrice presso la basilica omonima; la benedizione della propria famiglia e della casa con la visita di un sacerdote.
Questo mese è anche occasione importante per programmare le vacanze estive dei figli in base alle necessità familiari, ma anche secondo le intenzioni educative dei genitori stessi. Vi invito a prendere in considerazione la proposta del centro estivo della nostra parrocchia come occasione per aiutare i figli a crescere nella nostra comunità e fare un'esperienza viva di catechesi.
Maria Ss.ma guidi ogni famiglia a costruire la comunione e la pace dall'incontro con il suo figlio Gesù. 
 
 don Mauro
 

VIVI NELL’AMORE

Perché devo avere tanta pazienza con i miei figli e in famiglia?
Perché devo sopportare tante sofferenze e difficoltà? Perché ogni
mattina devo alzarmi presto per andare a lavorare? Perché devo
accettare il mio coniuge, anche quando mi diventa pesante? Perché
devo seguire costantemente quell’ammalato od anziano, anche
quando mi porta via tutto il mio tempo libero? Perché non posso
vendicarmi, anche di fronte a gravi ingiustizie? Perchè devo
accogliere tanti stranieri o immigrati?
L’ elenco di domande del genere potrebbe ancora prolungarsi di
molto; ma l’unica risposta giusta per tutte è semplicemente questa:
perché amo!
Tutta la parola di Dio di oggi ci ripete insistentemente questa sola
motivazione fondamentale di tutto il nostro vivere:”Amatevi …come
io ho amato voi”; “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare
la sua vita per i propri amici” (Gv 15,12-13). “Chiunque ama è stato
generato da Dio e conosce Dio…, perché Dio è amore” (1Gv 4,7-8).
San Paolo in una sua Lettera afferma: “Se possedessi tanta fede da
trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla”
(1Cor 13,2). L’amore è l’unico segno della nostra volontà di imitare
ciò che Dio è in se stesso: amore; ed è semplicemente la risposta
all’amore che Dio per primo ha dimostrato verso di noi (cfr.1Gv
4,10). Amando allora, ci comportiamo come Dio stesso e come
Gesù. E nel nostro amore dobbiamo imitare, in particolare, proprio
Gesù, il Figlio di Dio, mandato dal Padre per noi, per essere la
nostra “via, verità e vita” e il nostro unico mediatore (cfr. Gv 14,6).
Ed allora, ci chiediamo: quali sono le caratteristiche dell’amore di
Gesù da realizzare da parte nostra?
Il suo è stato un amore “filiale” nei confronti del Padre: “Io ho
osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore”
(Gv 15,10). “Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato”

(Gv 4,34). A noi ha insegnato a chiamare Dio come “Padre” (Cfr. Mt
6), perché creati veri figli suoi, partecipi della vita divina del Figlio
suo (cfr. Ef 1,5). Ed allora ci rivolgeremo a Dio con cuore di “figlio”,
non con l’atteggiamento del “servo” (cfr. Gv 15,15), che non è in
confidenza con il suo “padrone” e che agisce per timore di castighi
o per soli interessi personali; ma con amicizia, confidenza e fiducia
totale che tutto ciò che Egli compie è solo per il nostro bene.
L’amore del Cristo è stato “fraterno”. Gesù stesso chiama “fratelli”
suoi i “più piccoli”, cioè i più bisognosi (cfr. Mt 25,40). Se noi siamo
tutti figli del Padre, siamo veramente fratelli tra noi, e come tali
dobbiamo riconoscerci ed amarci! L’amore filiale e fraterno,
motivato cioè dalla fede nel Cristo, ci distingue da qualsiasi altra
persona, anche se onesta, e ci facilita grandemente nel
superamento di tante difficoltà nel rapporto umano.
L’amore del Cristo poi è stato “universale”, aperto cioè ad ogni
persona, anche ai “pubblicani e peccatori”, o ai propri crocifissori.
Gesù ha pure insegnato ai suoi discepoli a non escludere nessuno
nel proprio amore, anche i nemici, indicando così il rifiuto di ogni
forma di vendetta, fino all’atteggiamento del perdono, che è la
permanenza della volontà di bene, nonostante l’offesa ricevuta (cfr.
Mt 5). Anche San Pietro, nel discorso degli Atti, afferma: “In verità
sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone”
(10,34). L’amore del Cristo, infine, è stato “totale”, spinto fino alla
donazione della propria vita: “Nessuno ha un amore più grande di
questo: dare la sua vita per i propri amici” (Gv 15,13); “Il Figlio
dell’uomo non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la
propria vita in riscatto per molti” (Mt 20,28). La nostra vita è
veramente e totalmente donata, quando non riserva nulla per sé,
ma è costantemente aperta al servizio dei fratelli ogni giorno,
impiegando tutte le proprie energie, doti di natura e di cultura, fino
anche a dare concretamente la vita nelle più svariate situazioni di
autentico martirio. E’ questa volontà di dono totale, che fa sì che la
nostra “gioia sia piena”, come dice Gesù (cfr. Gv 15,11): che ci
conduce cioè alla consapevolezza e soddisfazione di aver dato
all’esistenza l’unico significato che bisognava dare.