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Vangelo della domenica e commento

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Gv 1,35-42

Chiamati a seguire il Signore.
 
Il tempo ordinario che stiamo vivendo ci invita a seguire il Signore nella vita quotidiana e a scoprire la nostra chiamata. Tutti siamo chiamati alla santità, ma ciascuno secondo un percorso vocazionale particolare. La nostra comunità ha in dono la possibilità di accogliere e accompagnare Flavio Picotti, 52 anni, sposato con Sonia, padre di Paolo che ha 12 anni,  come aspirante al diaconato permanente. É impiegato bancario e da 4 anni ha iniziato il percorso di formazione verso il diaconato. Così Flavio racconta l'inizio del suo cammino: "Questa domanda, "Che cosa cerchi?", è risuonata in me tante volte, in questi quattro anni di cammino: “Che cosa cerchi, Flavio, nella tua vita, nel tuo percorso di aspirante al diaconato permanente?”. La risposta dei discepoli rivela il loro disorientamento: "Maestro, dove abiti?". Anche noi, quando siamo interpellati dal Signore, cerchiamo di mettere “dei paletti”. In quella replica dei discepoli, ci sono tutti i "se" e i "ma" che mettiamo davanti, prima di dire, eventualmente, il nostro "sì" al Signore. Anche il mio personale “Maestro, dove abiti?” ha preso varie forme: ho un lavoro, una famiglia, se proprio voglio fare qualcosa di buono, magari vado in parrocchia ogni tanto, senza impegno...E lui che, allora come oggi, ci risponde: "Venite e vedrete". Non fare domande – dice il Signore – ma muoviti, affidati: fa' diventare questa tua “ricerca” un'esperienza viva. La fede non è "fare" (anche se implica certamente un fare: vedi le tante attività della parrocchia), non è un "sapere" (anche se implica certamente un sapere: vedi gli anni di studio all'ISSR): siamo chiamati ad “andare e vedere”, in prima persona, siamo chiamati a fare l'esperienza della sequela. Nel mio piccolo, ho fatto la stessa esperienza: era il 31 gennaio 2013, erano le 10:15 del mattino. “Flavio, ci sembra di vedere in te una possibile vocazione diaconale”. Ho preso molto sul serio quell'indicazione e da allora, ho iniziato il cammino di discernimento ed eccomi davanti a questa comunità, alla quale offro, umilmente, il mio servizio." Il Signore illumini Flavio nel suo cammino e ci renda degni di questo dono aiutandolo nel suo cammino verso l'ordinazione diaconale che avverrà nel prossimo autunno. 
 
 don Mauro