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Tirocinante a Spazio Anch’io

Salve a tutti! Mi chiamo Ileana Berardinetti e frequento il secondo anno del corso di laurea di educazione professionale. Da poche settimane ho iniziato il mio nuovo percorso di tirocinio, il quale prevede duecento ore di osservazione partecipante presso il servizio di educativa di strada del San Luigi.

La scelta di operare in tale servizio, è stata dettata dal mio desiderio di lavorare sulla prevenzione della devianza e della criminalità, accompagnando i soggetti in un percorso di vita incentrato sia sul loro benessere, sia su quello della comunità.
Questo mi piacerebbe farlo nella modalità dell'educativa di strada, ma ancor piu nello specifico, mi piacerebbe in futuro settorializzare tale professione, utilizzando come metodologia educativa il circo sociale.
Sul piano operativo vorrei che il mio lavoro consistesse nell'intercettare sul territorio giovani in difficoltà e accompagnarli in un percorso di autonomia, nell'indirizzarli al compimento di giuste scelte e di accendere in loro il desiderio di una vita buona e giusta.
Dunque l'educazione di strada costituisce per me la base, il punto di partenza necessario e funzionale a ciò che voglio sviluppare nella mia futura vita professionale.

Prima di iniziare il tirocinio credevo che il lavoro dell educatore di strada fosse molto statico, basato sull'attesa delle persone e delle situazioni, e con il momento dell'aggancio come criticità maggiore.
Poi ho conosciuto lo Spazio anch'io, e ho scoperto una realtà completamente diversa.
A disdetta di quel che mi aspettavo, ho trovato un ambiente accogliente, aperto a tutti, un punto di aggregazione e di riferimento per molti ragazzi della zona, un contenitore di realtà differenti.
È stato bello vedere come, nonostante il freddo gelido dei giorni scorsi, i ragazzi venivano allo Spazio anch'io perché avevano bisogno di un aiuto, e sapevano che potevano chiederlo a noi, perché noi siamo lì per loro. "Essere presenti!" È questo l'impegno che deve volersi prendere l'educatore di strada, ed è anche ciò di cui il ragazzo ha bisogno. Eppur non basta la presenza, ma è necessario che questa sia una presenza amorevole. Come diceva Don Bosco, infatti, la prima felicità di un fanciullo è quella di sapersi amato.
Ho avuto la fortuna di essere stata cresciuta dal mondo salesiano, e sono contenta di avere ora l'occasione di tramandare a mia volta lo stesso tipo di educazione che ho ricevuto e che è condivisa da questo servizio di educativa di strada.
Don Bosco disse ai suoi salesiani: "Desidero che vi troviate sempre in mezzo ai giovani in tempo di ricreazione per discorrere, divertirvi con loro e dare buoni consigli". Questo è esattamente quel che succede allo Spazio anch'io, e son felice di vivere all'interno di questo spazio la mia esperienza formativa.