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SAN SALVARIO HOUSE: avanzamento lavori

Avanzamento lavori per l'housing sociale nella Parrocchia. Sono terminati i lavori per la sostituzione caldaia(€ 36.000,00). La nuova caldaia modulare che rispetti la nuova normativa energetica servirà al riscaldamento della chiesa, dei locali canonica e dei nuovi ambienti dell'housing.

Per chi vuole saperne di più o partecipare al progetto: oratorio@sanluigitorino.org

HOUSING SAN SALVARIO

“Un angolo a colori in San Salvario” … profumi e sapori di casa



Il progetto di housing sociale si innesta in un territorio urbano molto particolare, fatto di molta povertà, ma anche di sacche di benessere, di immigrazione mista a residenti locali, una zona di transito ma anche una zona dove l’artigianato, lo sviluppo commerciale, le attività tipiche del turismo, hanno avuto un grande implemento tanto da fare di San Salvario un luogo che aggrega giovani ed adulti in maniera davvero significativa.

L’idea progettuale nasce dalle molte richieste di accoglienza che arrivano al nostro ente soprattutto da giovani stranieri ed italiani lavoratori o studenti tanto da immaginare di poter sistemare questo edificio che nasce come la canonica della Parrocchia Santi Pietro e Paolo per un’esperienza abitativa cha sappia dei sapori e dei colori di questo angolo cittadino.Il fabbricato che viene messo a disposizione per l’accoglienza è sito proprio nel cuore della movida di San Salvario, sulla piazzetta che si crea dall’innesto di Via saluzzo e Via Baretti.

Il macro obiettivo della proposta è senz’altro offrire una opportunità abitativa “speciale” a giovani che stanno studiando, che stanno lavorando e che stanno cercando di trovare una collocazione seria ed autonoma.

I destinatari del progetto intercettano provenienze miste per creare un mix sociale che sia creativo, stimolante e soprattutto che possa portare dinamicità alla convivenza. Il target selezionato sono i giovani (studenti, lavoratori, precari, usciti da percorsi di assistenza ...) tra i 18 ed i 39 anni. In particolare: MSNA neo maggiorenni usciti dal percorso di accoglienza e universitari e giovani lavoratori italiani e stranieri. Ai giovani vengono chieste 5 ore minime di volontariato a settimana da spendere nelle aree indicate dal regolamento stesso. La permanenza è temporanea ed è pari ad un massimo 18 mesi, a seconda del livello di autonomia e degli obiettivi da raggiungere.

Le camere sono di tre tipologie: singole, doppie e triple. I giovani ospiti dovranno occuparsi della pulizia dei luoghi comuni e della propria camera con un aiuto settimanale di alcune ore per le parti comuni. Saranno previsti alcuni momenti di vita comune, tra i quali: almeno una sera a settimana di cena insieme e un momento di convivialità condiviso ed una domenica/sabato al mese di proposta di uscita comunitaria culturale per Torino e dintorni.

La fase di sgancio è preparata fin dal primo giorno di arrivo. A seconda dell'autonomia acquisita in precedenza, il coordinatore educativo co-progetta un percorso di sgancio ad hoc per ogni singolo ospite. Alla fase di sgancio concorrono le attività inerenti la gestione del denaro, la creazione di una rete di proprietari sensibili, i partenariati con alcune risorse immobiliari del territorio oltre al continuo raccordo con le aziende, con gli enti che promuovono borse lavoro e con l'orientamento alle risorse formative e lavorative. Gli abitanti saranno coinvolti nella fase di ricerca casa e lavoro sia per metterli in condizioni di poter “scegliere” sia per poter lavorare sulle capacità organizzative e di gestione di un processo, in questo caso dedicato alla propria autonomia. Importante il raccordo con il vicino condominio di proprietà della Parrocchia, all'interno del quale alcuni appartamenti saranno riservati ai ragazzi usciti dall'housing

Tutte le attività sono coprogettate con i destinatari. In particolare le attività aggregative, di restituzione sociale e di accompagnamento ai servizi vengono condivise sia nella fase propositiva che in quella della scelta. È principalmente il coordinatore educativo che genera opportunità e che le programma con i destinatari alla luce dei tempi, delle attitudini personali e dell’idea di autonomia sociale che si vuole sviluppare nel periodo di permanenza. La coprogettazione della permanenza temporanea è volta principalmente alla permanenza, per respirare e far propri principi di coabitazione nuova e solidali, ed alla fase di sgancio intesa come ricerca di una soluzione abitativa altra, promuovendo tra gli abitanti un perpetuarsi di principi di co-abitazione. La coprogettazione è pensata non solo a due (coordinatore e destinatario) ma, laddove possibile, al  gruppo o a piccoli gruppi che sperimentano sul campo i principi di collaborazione.

Il progetto intende rivalorizzare uno spazio oggi in disuso, riadattandone la configurazione per rispondere a nuove esigenze; inoltre intende sensibilizzare la comunità locale sull’accoglienza dei giovani migranti e generare attività aperte.

Inoltre ai giovani intende far vivere un’esperienza positiva di coabitazione nella quale conoscere nuovi modi di abitare ma anche sperimentare la condivisione, l’accoglienza e il servizio verso gli altri come forma di restituzione.